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Critica
 

FELICE PEDRETTI E L’INCREDIBILE DELLA PITTURA - Robertomaria Siena

Tutta la ricerca di Felice Pedretti è un’arma letale lanciata contro Duchamp e i suoi eredi. Al di fuori della pittura non c’è salvezza, sostiene con forza il nostro. Stabilito questo, cosa racconta la pittura? Narra tranquillamente la fuoriuscita dal buon senso. Perché il mare in tempesta dell’Apparizione si arresta dinanzi alla Venere e da dove viene quella statua inchiodata stranamente sul terreno? Nessuna risposta logica è possibile per il semplice motivo che la ragione di Pedretti è il non-essere e la non-relazione. Ne consegue che, per esprimersi, la «realtà» è costretta a ricorrere a quella lastra adamantina che certo non appartiene all’universo dei fenomeni e che scaturisce da una menzogna che dissente dal visibile e che elegge, per dirla con Giorgio Manganelli, «a propria dimora cunicoli non asfaltabili».

Robertomaria Siena  (Novembre 2011)

 
Pedretti Felice
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