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Pedretti Felice
FELICE PEDRETTI Studio d'Arte © COPYRIGHT FELICE PEDRETTI 2018
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Critica:

Il mondo di FELICE PEDRETTI - Costanzo Costantini

Aveva detto Egon Schiele: “L’arte non può essere moderna. L’arte ritorna eternamente alle origini”. Una intuizione geniale, quella del pittore austriaco, morto ad appena ventotto anni. Ma in quale contesto storico o temporale, culturale e artistico sono le origini? In Occidente intendiamo comunemente per origini gli artisti greci all’epoca di Pericle, in Italia gli artisti primitivi, a partire da Cimabue e Giotto. Così le intende anche Felice Pedretti, il pittore che vi presentiamo.

Felice Pedretti nasce nel 1961 in un luogo singolare in un sobborgo di Città del Capo, da una famiglia altrettanto singolare: il padre proviene da Pallanza (Piemonte), la madre dalla Maddalena (Sardegna). Esperto nel campo della metallurgia, il padre è emigrato in Sud Africa per ragioni di lavoro. Felice frequenta una scuola inglese, ma a dieci anni comincia a disegnare e a dipingere, rivelando una istintiva tendenza all’arte. Nello stesso tempo assorbe ciò che è proprio del luogo, ossia la quiete, il silenzio assoluto, l’atmosfera magica, sospesa, metafisica, che congiuntamente alla flora e alla fauna, determinano quello stato d’animo nostalgico che si suole chiamare “mal d’Africa”.

Sennonché nel 1977, quando ha sedici anni, l’incanto si rompe. Ma la fortuna non l’abbandona. Con i genitori da Cape Town approda a Roma, una delle città più belle del mondo nonché ricca di opere d’arte. Il tempo per assestarvisi e il padre apre una bottega artigianale nella quale il giovane può coltivare le sue tendenze al disegno e alla pittura. La bottega, nella quale fanno cornici, decorazioni, restauri, sorge sulla Nomentana, in Via Angela Merici; nei pressi abitano e lavorano Cesare Zavattini e Angelo Maria Ripellino, il primo cineasta di grido, scrittore e pittore, il secondo slavista di fama internazionale e scrittore fascinoso.

Nella bottega ha modo di conoscere Luigi Ferrero, un artista che lavora nel Vaticano e che lo inizia allo studio dell’arte antica. Comincia così, molto prima che irrompono sulla scena i transavanguardisti, il suo viaggio solitario lungo la storia dell’arte italiana, dagli artisti dei secoli passati, Michelangelo, Leonardo, Caravaggio, ai moderni o contemporanei, fra i quali Giorgio de Chirico, Magritte, Sciltian, Annigoni. Copia i capolavori degli artisti che più ama, sia per rendere loro omaggio, sia per apprendere i segreti del loro magistero tecnico. I risultati di questo periplo nel mondo affascinante della creatività artistica sono i quadri che vedete: una sintesi di sapienza compositiva, profondità di visione, fascino cromatico...

 

Costanzo Costantini, Dicembre 2010 (anteprima mostra Fregene)

Pedretti Felice
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